Fabio Cazzadore

Fabio Cazzadore

Head of Development

Accessibilità digitale un anno dopo l’EAA: cosa è cambiato davvero nel 2026

3 Luglio 2026
3 min

A un anno dall’entrata in applicazione dell’European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882), il 28 giugno 2025, l’accessibilità digitale non è più una scadenza che si avvicina: è un obbligo in vigore e, da marzo 2026, dotato della macchina per farlo rispettare. Fino a ieri esisteva la legge ma mancava il pezzo operativo, cioè chi controlla, come si segnala, cosa succede in caso di violazione. Oggi quel pezzo esiste.

Per chi guida un’azienda il cambiamento è sostanziale. La domanda non è più “dobbiamo adeguarci?” ma “siamo conformi, possiamo dimostrarlo e chi lo verifica?”. E la risposta, oggi, ha implicazioni concrete su budget, reputazione e continuità del business. Ecco cosa è cambiato concretamente nell’ultimo anno, con un focus sulle novità AGID, e cosa conviene fare adesso.

Le tre novità AGID del 2026

Le Linee Guida sull’accessibilità dei servizi. Il 4 marzo 2026 AGID ha adottato, con la Determinazione n. 38/2026, le “Linee Guida sull’accessibilità dei servizi in attuazione dell’art. 21 del D.Lgs. 82/2022”. Traducono in requisiti concreti l’obbligo EAA: standard tecnico di riferimento la norma armonizzata EN 301 549 (v. 3.2.1), con WCAG 2.1 livello AA come soglia minima obbligatoria (le WCAG 2.2 sono raccomandate), secondo i quattro pilastri POUR: contenuti Percepibili, Utilizzabili, Comprensibili, Robusti.

Esiste finalmente un metro di giudizio chiaro e uniforme. Non è più questione di interpretazioni, ma di criteri tecnici verificabili, gli stessi su cui sarai eventualmente valutato.

Il portale pubblico di segnalazione: segnalazioni.agid.gov.it. È la novità che cambia le regole del gioco. Chiunque (un cliente, un’associazione, un concorrente) può segnalare un servizio digitale che ritiene non accessibile, indicando l’URL e descrivendo il problema. Due dettagli decisivi: la segnalazione non è anonima (richiede autenticazione SPID o CIE) e la vigilanza non dipende più solo dall’iniziativa d’ufficio di AGID. Il meccanismo ricorda i reclami al Garante privacy: un rischio non più astratto, ma immediato e azionabile da terzi.

Quindi il controllo può partire dal basso, in qualsiasi momento, anche dalla tua concorrenza. Aspettare di “essere scoperti” non è più una strategia sostenibile.

Il Regolamento su accertamento e sanzioni. La gestione delle verifiche è disciplinata dal nuovo Regolamento (Determinazione AGID n. 84/2026, in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio 2026), che copre sia la Legge Stanca sia il D.Lgs. 82/2022. L’iter è graduale: prima dell’eventuale sanzione c’è una fase collaborativa gestita dal Difensore civico per il digitale, che chiede la documentazione tecnica e concede tempo per rimediare. Le sanzioni scattano solo in caso di non conformità persistente.

A chi si applica: il test in tre domande e come cambiano gli adempimenti

  1. Il servizio è rivolto ai consumatori? Se operi solo in B2B, spesso l’obbligo non scatta, ma attento al punto 2.
  2. Il sito è accessibile anche da un consumatore finale? Le Linee Guida sono nette: non conta chi è il cliente principale, conta chi può accedere. Se un e-commerce vende anche a privati oltre che ad aziende, l’intero sito deve essere accessibile. Non esiste la conformità “solo della parte B2C”.
  3. Sei una microimpresa? Ci sono delle esenzioni che devi verificare con il tuo team legale, per capire se rientri in questa categoria rispetto ai requisiti della legge. Attenzione però: l’esenzione riguarda la sanzione, non la possibilità di ricevere una segnalazione.

Dal 28 giugno 2025 agli operatori privati che ricadono nell’EAA non si applica più il regime della Legge Stanca (dichiarazione di accessibilità ex L. 4/2004 e procedure collegate). Al suo posto, il D.Lgs. 82/2022 richiede di predisporre le “informazioni sull’accessibilità” conformi all’Allegato IV, indicando come i requisiti sono soddisfatti, comprese le eventuali eccezioni per onere sproporzionato, da motivare e conservare.

Resta invece il regime Legge Stanca, con dichiarazione e obiettivi di accessibilità via Form AGID entro il 31 marzo, per la PA e i soggetti ancora ricompresi nella L. 4/2004. A marzo 2026 AGID ha aggiornato il Form introducendo i profili Delegato e Amministratore.

Il primo passo concreto, quindi, è capire in quale regime ricade la tua organizzazione: gli obblighi documentali e le procedure sono diversi, e sbagliare perimetro significa preparare la documentazione sbagliata.

Le scadenze che contano e le sanzioni previste

  • 28 giugno 2025: conformità obbligatoria per i nuovi prodotti e servizi.
  • 28 giugno 2030: fine del periodo transitorio per i servizi già erogati prima del 2025, ma una modifica sostanziale fa scattare l’obbligo immediato.

In pratica, ogni redesign, replatforming o nuova release significativa è già oggi un punto in cui la conformità diventa esigibile. Trattare l’accessibilità come un progetto da rimandare al 2030 è un calcolo rischioso.

L’art. 24 del D.Lgs. 82/2022 prevede sanzioni da 5.000 a 40.000 euro; per le imprese con fatturato oltre 500 milioni di euro fino al 5% del fatturato annuo. Oltre al costo diretto pesano il tempo di gestione del procedimento e il danno reputazionale, dato che la vicenda è tracciabile. E c’è un costo spesso sottovalutato: un adeguamento fatto in fretta, sotto la pressione di una segnalazione, costa quasi sempre più di uno pianificato per tempo.

Oltre l’obbligo: perché l’accessibilità è un vantaggio competitivo

Ridurre tutto al rischio sanzionatorio sarebbe miope. Un servizio digitale accessibile genera valore misurabile e duraturo:

  • Un mercato più ampio. Una quota rilevante della popolazione convive con una disabilità, permanente o temporanea. A questa si aggiungono gli utenti in contesti difficili (luce forte, connessione lenta, navigazione da mobile, età avanzata). Escluderli significa rinunciare a clienti reali e a fatturato.
  • Migliori performance digitali. Codice semantico, struttura corretta, testi alternativi e tempi di caricamento curati migliorano indicizzazione SEO e Core Web Vitals. L’accessibilità e la qualità tecnica camminano insieme.
  • Riduzione del rischio. Meno esposizione a segnalazioni, contenziosi e danni d’immagine, in un contesto in cui le verifiche sono ora attive e pubbliche.
  • Reputazione e responsabilità sociale. Un’esperienza digitale inclusiva è un messaggio concreto verso clienti, dipendenti e stakeholder, sempre più attenti ai criteri ESG.
  • Esperienza migliore per tutti. Navigazione da tastiera, contrasti adeguati, form chiari e contenuti comprensibili migliorano l’usabilità per l’intera base utenti, non solo per chi usa tecnologie assistive.

In altre parole, l’adeguamento normativo è il pavimento, non il soffitto. Chi lo affronta con visione lo trasforma in un investimento sul prodotto.

Il nostro approccio: dall’audit alla conformità documentata

Affrontare l’accessibilità da soli, all’interno, significa spesso disperdere tempo tra interpretazioni normative, standard tecnici e priorità di sviluppo. Noi mettiamo ordine in un percorso chiaro e misurabile:

  1. Audit di accessibilità. Analisi tecnica del sito, dell’e-commerce o dell’app rispetto a WCAG 2.1 livello AA, con evidenze tracciabili e una mappa puntuale delle criticità.
  2. Piano di remediation prioritizzato. Interventi ordinati per impatto e urgenza, integrati con il tuo ciclo di sviluppo, senza stravolgere design e roadmap.
  3. Supporto alla documentazione richiesta da AGID. Predisposizione delle informazioni sull’accessibilità e delle attestazioni a supporto, pronte da esibire in caso di verifica.
  4. Governance continua. L’accessibilità non è un progetto “una tantum”: ti aiutiamo a integrarla nei processi, nel design system e nei test pre-rilascio, così resta solida nel tempo.

Vuoi sapere se i tuoi servizi digitali sono conformi?

Making Science affianca le aziende con un percorso strutturato: audit approfondito, classificazione del perimetro normativo, piano di remediation prioritizzato e supporto alla documentazione richiesta da AGID. Trasformiamo un obbligo in un vantaggio competitivo, senza complicazioni.

Il momento giusto per agire è prima della prima segnalazione, non dopo. Contattaci per una valutazione del tuo sito o e-commerce: ti diciamo con chiarezza dove sei, cosa rischi e come arrivare alla conformità nel modo più efficiente.

 

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