Food, Fashion, Lifestyle. Nell’immaginario comune è imprescindibile per una realtà B2C essere presenti sui social e avere una vasta fanbase consolidata: ma per quanto riguarda il B2B?
Spesso siamo portati a pensare che per una realtà che non vende direttamente al consumatore finale non ci sia spazio nel mondo digital per presentare il proprio prodotto e i propri valori. Al contrario, sono sempre di più le aziende che si approcciano ai social con un piano ben definito e orientato ai risultati, trovando il proprio spazio in nicchie di mercato profilate e ricettive rispetto ai propri obiettivi di business.
Con il 94% dei marketer B2B che conferma come costruire fiducia e una solida brand reputation siano la chiave per il successo del proprio business, ecco alcuni punti fondamentali da tenere a mente per costruire una strategia di Social Branding efficace.
Approccio strategico ai social importante per B2B, anzi fondamentale
Molto spesso, quando pensiamo ai social, tendiamo a identificarli come un luogo di svago, dove fruire di contenuti e interagire con persone che hanno i nostri stessi interessi.
Questo bias cognitivo interferisce con il modo in cui valutiamo l’effort operativo che si cela dietro la redazione di un piano editoriale. È proprio qui che le aziende commettono il primo errore: approcciare questo mondo con lo stesso sguardo dell’utente finale.
Nel contesto B2B, dove LinkedIn domina la scena, con un 229% di ROI proveniente da attività di social organico, non si tratta più di parlare di sé, ma di comunicare i propri valori. Non esiste un settore che non abbia una sua nicchia di posizionamento online: semplicemente, se non l’hai ancora trovata, non hai strutturato una strategia che ti permetta di intercettare la tua target audience in modo efficace.
Porsi “dall’altra parte dello schermo” e interrogarsi sui bisogni e le abitudini delle proprie buyer personas — insieme a una fase di analisi approfondita e coerente con gli obiettivi aziendali — è il primo step fondamentale per dare il via a un percorso comunicativo che permetta di avvicinarsi ai possibili prospect ed essere presenti al momento giusto, sulla piattaforma giusta, con il contenuto giusto.
La legge della riprova sociale: perché il “cosa” non basta senza il “perché”
Un secondo errore che le aziende B2B commettono è pensare di non avere valori da comunicare o che il proprio prodotto non sia “adatto” ai social media.
Ci dimentichiamo però del motivo per cui le persone utilizzano i social: non solo per acquistare (nonostante l’ascesa del social shopping, come dimostrato da TikTok Shop), ma per sentirsi parte di una community o di un gruppo con interessi affini.
Focalizzarsi solo sul prodotto senza lavorare sulla riprova sociale e sulla brand awareness, trascurando la fiducia della propria audience, può portare alla perdita di fette di mercato importanti. Soprattutto nel B2B, dove il fattore decisionale si misura su aspetti complessi come Customer Care e Service, strutturare una strategia che comunichi i plus aziendali a 360° si rivela decisivo nel processo di conversione da utente a cliente.
Dare voce all’azienda: l’Employee Advocacy come moltiplicatore di fiducia
Manca un tassello importante per la costruzione della fiducia: il dipendente. Non solo come figura lavorativa, ma come portavoce e Ambassador del brand.
Se il 94% dei marketer punta sulla trust, l’Employee Advocacy ne è il braccio operativo più potente. Non sono più solo le pagine ufficiali a parlare, ma le persone: i contenuti condivisi dai dipendenti ottengono mediamente un coinvolgimento 8 volte superiore rispetto a quelli dei canali corporate.
Integrare i propri talenti e gli esperti tecnici nella strategia social significa attivare un network di volti umani che validano l’autorevolezza dell’azienda. In un contesto B2B dove il ciclo di vendita è lungo e basato sulla credibilità, il profilo LinkedIn di un consulente o di un manager diventa la prima garanzia di affidabilità per il prospect, trasformando la rete professionale in un generatore costante di lead qualificati.
“Il 78% dei marketer B2B utilizza i video nella propria strategia e più del 50% pianifica di aumentare l’investimento su questo format nel prossimo anno (LinkedIn B2B Marketing Benchmark 2025). I dipendenti e il Top Management giocano un ruolo fondamentale nel rafforzare la fiducia nel brand e diffondere i contenuti aziendali in modo autentico.”
Se la tua domanda è: “Ma i video chi li fa?”, forse non stai dando abbastanza valore al tuo capitale umano.
Il Social organico come tassello nella gestione del rischio
Il solo supporto advertising non è sufficiente a costruire un brand. Ti fideresti mai di un brand che non pubblica da 3 anni? Sicuramente penseresti che l’azienda ha chiuso o che ci sia qualcosa che non va.
Le attività social organiche si mescolano in modo sinergico alla strategia aziendale e ci forniscono dati utili per trovare nuove leve di marketing, forniscono supporto lato SEO ai contenuti del sito e costituiscono i pillar comunicativi di una realtà, proiettandola nel mondo digitale con una brand identity coesa, coerente.
Pubblicazioni, frequenza e continuità comunicativa sono fondamentali per costruire una solida presenza online, ma non dimentichiamoci uno degli aspetti fondamentali quando parliamo di comunicazione: la gestione della crisi.
Oggi dobbiamo prendere atto della centralità della brand reputation, e basta un post su Reddit o un commento per attirare a sé commenti indesiderati che possono minare l’immagine della tua azienda.
Esporsi vuol dire anche accettare il rischio. Avere una strategia per affrontare queste situazioni e trasformare un rischio in un’opportunità è compito di ogni Social Media Manager.
Per concludere
Pianificazione strategica, analisi, community management e approccio full funnel: questi sono i pillar che ogni realtà B2B dovrebbe adottare per affrontare il futuro. Non si tratta più semplicemente di definire un piano editoriale, ma di sfruttare ogni strumento per amplificare i propri valori e posizionarsi come un player esperto e autorevole.
Il passaggio da una comunicazione di prodotto a una strategia valoriale richiede metodo e dati. Scopri come abbiamo trasformato i canali social delle principali realtà B2B in motori di crescita: prenota un workshop strategico con i nostri esperti e richiedi i nostri casi studio.
